visitatori

domenica 21 settembre 2014

Vittorio Sebastiani - Matera Atrocities - Are murders

Quello di Sebastiani è uno studio documentario accurato, frutto di anni di studio e di ricerca.
Ci restituisce nelle sue pieghe più drammatiche l'infamia criminale degli occupanti nazisti, l'infamia dei fascisti italiani, anonimi delatori della cui identità nulla più si seppe, l'eroismo semplice e determinato di civili, soldati, carabinieri, italiani, materani che si ribellarono ai Tedeschi e combatterono strada per strada sino a metterli in fuga da Matera, forse salvando la città dai bombardamenti degli alleati che, di lì a poco colpirono invece Bari e altre località.
Vittorio Sebastiani si dimostra storico serio e fedele esegeta dei documenti recuperati nei più lontani archivi.
Un testo, questo, che fa seguito al suo analogo studio del 2003, completandolo e che andrebbe studiato nelle scuole affinché le nuove generazioni conservino memoria di quegli accadimenti e la conservino intatta, non corrotta dai revisionismi ora tanto di moda che tendono a mettere sullo stesso pano aggressori e vittime, assassini e martiri, come già purtroppo dimostra il cippo eretto a Matera in luogo del palazzo della milizia che, minato, fu fatto esplodere con dentro la gente innocente che i nazisti avevano rastrellato in città per rappresaglia.
http://w-cody.blogspot.it/2012/09/matera-xxi-settembre-1943-il-cippone.html
Una esauriente e leggibilissima sintesi di quei fatti, anche ben inseriti nel contesto storico dell'epoca, la si trova nel saggio di Francesco Salerno, giovane studioso materano che ha pubblicato il suo interessante lavoro nel 2012.

12 commenti:

  1. e mò?http://www.youtube.com/watch?v=Z0D_iAJvUBA non è che il ragazzo ha fatto un pò di casino?
    Dove sono le armi del popolo insorto? i bombardamenti alleati di Bari, Foggia , Potenza sono altro. Bombardare Matera perchè? e perchè non bombardare Miglionico, Montescaglioso,Timmari e Picciano- sarebbe stato bello come Monte Casino. Pio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La "bellezza" di Montecassino è strano argomento.
      L'ecumenismo del noto filmato HBros/Caserta è di maniera (scusami l'eufemismo che è d'obbligo per l'amicizia che mi lega a entrambi), di maniera al pari del cippo. Non si può afferrmare che non ci furono "vittime e oppressori" ma solo morti, è sbagliato storicamente ed eticamente. Poco vale discettare sulla intenzionalità della rapina alla gioelleria Caione: i Tedeschi razziavano ogni cosa in quei giorni, irrompendo nelle case a depredare per sé e per non lasciare risorse agli alleati che li incalzavano ormai da vicino. E dove i tedeschi si fermavano, l'aviazione alleata bombardava per annientarne le truppe; questa sarebbe stata la sorte di Matera, come altre città, se i Tedeschi non se ne fossero allontanati. E la loro fuga fu accelerata degli scontri a fuoco con soldati, materani, forestieri che presero parte agli scontri. E' triste che Hiper/Caserta quasi si commuova per la sorte dei due tedeschi che, guarda un po', nel pieno delle razzie, entravano in gioielleria per ACQUISTARE un cadeau, un souvenir d'Italy alle fidanzatine.
      Non fu una sommossa popolare, vero, il popolo mancava, non fu una rivoluzione, ma non si può ridurre l'eccidio della Milizia a "incidente di guerra". Con questo metro, anche le Fosse Ardeatine, allora, furono un incidente di guerra. I 20 prigionieri saltati colla milizia erano 1 a 10 esattamente come alle fosse ardeatine, secondo l'usanza degli "incidenti di guerra" nazisti, come li chiama Caserta.
      Le fonti di Sebastiani e la bibliografia di Salerno, mi sembra garantiscono sulla attendibilità della ricostruzione. E' un po' troppo di moda certa "terzietà" negli ultimi tempi.

      Elimina
    2. Salve Pio, ho letto un libro di Caserta sul 21 Settembre '43 e ascoltato diversi suoi interventi pubblici sul tema. Ogni volta nella sua disamina ignora gli effetti della "Direttiva Kesselring" per la popolazione civile italiana, dipingendo i tedeschi (comprese le SS) come boy scout "impauriti e disorientati dagli eventi bellici in corso".
      Con tutto il rispetto per Caserta, ci sono documenti scritti delle autorità investigative militari alleate che lo smentiscono accertando la natura criminale delle milizie naziste, di cui il maggiore Von Schulenburg, responsabile di un analogo eccidio a Roccaraso in Abruzzo, ne era il degno rappresentante.
      Gli stessi scritti accertano la partecipazione dei cittadini materani agli eventi con le armi distribuite dagli stessi carabinieri in quanto non tutte erano state consegnate all'esercito occupante.
      Capisco che di quest tempi va di moda il revisionismo e qualcuno vuole fare il Giampaolo Pansa dei poveri, ma per fortuna esistono anche quelli come Sebastiani che non si lasciano prendere da frenesie neoconformiste e dicono ancora, giustamente, che i buoni e i cattivi c'erano eccome.
      FRANCESCO SALERNO

      Elimina

  2. Ho letto Sebastiani ma non conosco il saggio di Salerno…
    Nel frattempo ho avuto modo di apprezzare il lavoro a fumetti di Pino Oliva e Francesco Ambrico,
    che sarà presentato a breve…E ho assistito alle celebrazioni di oggi con l’annuncio di un lavoro di ricerca nelle scuole promosso dalla Regione Basilicata
    Una iniziativa per non dimenticare la memoria di una città
    (francomartina)

    RispondiElimina
  3. propongo e invito a dibattito aperto.

    RispondiElimina
  4. Grazie Costantino,
    segnalo a Caserta e vediamo che dice.

    Nel mio piccolo (non avendo assistito ai fatti, né avuto accesso ad informazioni o ricerche né a testimonianze dirette - come credo tutti i commentatori della vicenda - cio' che magari scriverò in un commento che sto solo ancora "ruminando" rimarrà confinato nel ristretto perimetro dell'opinione personale, come quella di chiunque altro :)
    A presto :)

    HyperBros

    RispondiElimina
  5. ho girato il tutto a Giovanni. Debbo essere sincero, tra le varie rievocazioni dell'evento , ero convinto che a Matera vi fosse un reparto di paracadutisti che come è noto sono truppe d'elitè e quindi propensi a sparare, apprendo invece che vi era un gruppo del genio gustatori utile a minare la via della ritirata e ritardare l'avanzata nemica per come era possibile nel nostro caso non lo so perchè siamo su un territorio che è un campo da biliardo. Diverso è stato nel Pollino dove tutti i ponti che c'erano, pochi e mal messi, furono fatti saltare ed ancora fino a qualche anno fa vi erano i ponti Bailey costruiti dal genio militare americano. Il quadro cambia con le truppe schierate, è il caso di dire, non tutti i tedeschi erano dei fanatici per cui le direttive emanate dal pazzo Hitler il più delle volte venivano lasciate cadere nel vuoto. Von Paulus si arrese a Stalingrado saggiamente ma infrangendo un ordine, Rommel con altri partecipò all'attentato, fallito, contro Hitler e fu costretto al suicidio. Voglio dire siamo in presenza di militari comandati da splendidi ufficiali che con il fanatismo nazista non avevano nulla a che vedere, le SS erano altro, nulla vieta che qualche pecora nera c'era pur sempre. Gli eccidi, esecrabili, si sono verificati nelle zone dove vi è stata guerra partigiana ed in quei casi vi sono state le varie Norimberga, spesso gestite all'italiana. Non voglio allargare ma i bombardamenti americani che grazie a Dio avevano bombe da sprecare, come sempre, si ebbero dove c'era una funzione strategica o presunta: Bari, qualcuno dice ma non mi risulta se non della Luftwaffe al porto di Bari nel Dicembre del '43 dove venne affondata anche una Liberty carica di bombe all'Iprite- chi è senza peccato scagli la prima pietra-. Foggia fu bombardata, Potenza anche ma avevano la loro rilevanza strategica, Foggia l'aveva con il suo nodo ferroviario , Potenza era solo presunta con la residua presenza del Comando della VII Armata; non apriamo il tema della qualità degli ufficiali italiani verrebbe fuori che il migliore è stato Badoglio!!!!!!!!!!!!.Gli alleati bombardarono Metaponto, scali ferroviari posti sulla Taranto- Battipaglia ma Matera perchè avrebbero dovuta bombardarla? E perchè non avrebbero dovuto farlo con Miglionico, Pomarico e forse anche Altamura? Possiamo tingere l'evento come vogliamo, fa sempre bene, ma temo che sia ascrivibile alla tragicità che circonda la guerra e che con la rivolta armata abbia poco a che vedere. pio

    RispondiElimina
  6. I tedeschi, non dimentichiamolo, erano nazisti. Con tutto cio' che esso ha significato. Erano un esercito occupante che si macchio' di crimini atroci che non si possono sminuire. Cosa fu l'eccidio nella sede della centrale elettrica?
    Gli atti dei materani non possono essere classificati come eccessivi come qualcuno lascia intendere. Furono atti di ribellione all'oppressione e la risposta nazista fu fuori da ogni "comprensibile" reazione militare. Serve forse fare menzione della convenzione di Ginevra? La reazione nazista a Matera e' da condannare senza alcuna esitazione come quella delle Fosse Ardeatine. Il gesto dei materani va ricordato perche' su quei gesti deve formarsi la coscienza civile dei giovani. In essi non c'e' violenza ma il sacrosanto sentimento di ribbellione all'oppressione. Unica fonte concreta per formare coscienze vocate ad una liberta' non retorica o "pelosa", non addormentata da consumismo e feticismo di merci e sentimenti. Sono esagerato? Spero di no.


    Donato lamacchia

    RispondiElimina
  7. Riporto il commento del prof. Caserta al quale ho indicato il link a questa discussione...

    Caro Mola,

    Che ogni anno si debbano aprire discussioni sul 21 settembre 1943 a Matera e che a 71 anni da quei fatti si cerchi ancora la medaglia d’oro, mi sembra eccessivo e, lasciamelo dire, abbastanza patetico. Continueremo a farlo il 2114? Quello che io avevo da dire l’ho scritto abbondantemente e l’ho messo con te, a più riprese, sul tuo sito. Ci ho messo la faccia. E non è facile. Sfidare i miti non è comodo, soprattutto da noi. Se dico che Altamura è più antica di Matera, che Matera non ha avuto il 1799, non ha avuto il Risorgimento ed è stata fascistissima, potrei mai sperare di avere applausi? Potrei avere applausi se dicessi che molti che rivendicano la medaglia d’oro ai valori della Resistenza e si dicono antifascisti, forse non si rendono conto che contestano i propri padri e nonni? Aspetto che qualcuno mi porti documenti diversi e nuovi rispetto a quelli da me consultati, che, guarda un po’, sono gli stessi utilizzati dall’amico Sebastiani. In più io ho le testimonianze di uomini che vissero le due ore del 21 settembre e il periodo precedente. Fra qualche giorno sarò a Potenza per commemorare Orazio Petruccelli, potentino, sottotenente dei Carabinieri, medaglia d’oro a Cefalonia. Era nato nel 1914. L’occasione sarà buona per celebrare anche i 200 anni dei Carabinieri e per ricordare Marcello Bonacchi (1919-1943), studente al Liceo di Matera, impiegato presso il Banco di Napoli di Matera, anche se nato a Toritto. Anche lui è medaglia d’oro al valor militare a Cefalonia, dove cadde il 17 settembre. Chi se lo ricorda, sindaco Salvatore Adduce. Chi per lui ha speso una parola due giorni fa? L’ho ricordato io parlando dei 150 anni del Liceo di Matera. Come ho detto, lo ricorderò a Potenza. Questa, caro Mola, è una città che del valore e degli insegnamenti che vengono della Resistenza applica ben poco, perché riconosce solo forestieri mandati da Picone e amici degli amici. A chi daranno la fondazione Matera e Basilicata 2019? Ormai la città, drogata, aspetta solo il 2019 e, per questo, spende milioni su milioni. Vuol far credere, insieme con gente che sta bene, che il turismo culturale risolverà tutti i problemi della città. Pura illusione! Pura mistificazione! Intanto, mentre perde, mulini, pastifici, salottifici, banca d’Italia, soprintendenze, Ente Turismo, va registrando una incalzante disoccupazione, giovanile e non, che si fa preoccupante anche per l’ordine pubblico. Allora? Come per la Madonna della Bruna, aspetteremo il 21 settembre 2015 e una sterile discussione in cui qualche altro proporrà un altro parente, eroe di quella giornata. E aspetteremo il fatidico 2019. Che se Matera non sarà capitale, ci sarà pur sempre la Fondazione... Amici degli amici, soliti noti,state tranquilli!

    RispondiElimina
  8. In discussione non ci sono il futuro politico della citta'. Non vedo relazioni tra gli eventi del '43 con la situazione socio-economica attuale. Su cui si puo' persino concordare...In discussione e' il valore di quella giornata. Non conta quante persone vi parteciparono. Oltretutto non furono pochissime! Fosse stato anche uno solo, il gesto avrebbe avuto lo stesso significato: atto di ribellione autentico, giustissimo sentimento di reazione ad un torto subito per di piu' da stranieri occupanti. E quali stranieri! Vale per loro il sentimento che anima ora l'intifada dei ragazzi palestinesi a Gaza! Attenzione, non i razzi di Hamas. Quelli no! Ma le pietre lanciate dai ragazzi a cui viene scippatto il presente e il futuro, quello si! Esso e' lo tesso sentimento che mosse tutta la resistenza. Mi dispiace che il Prof. Caserta non colga questa specificita'. Ben venga il recupero della memoria di altri martiri di liberta'. Allora ricordiamo ancora meglio G.B. Pentasuglia. Anche i garibaldini erano solo Mille...

    Donato Lamacchia

    RispondiElimina
  9. non credo che vi sarà risposta ma il Prof. Caserta anche su Pentasuglia è intervenuto. In buona sostanza come dice taluno in pubblicità: non si fa mancare nulla. Sconsiglio di allargare anche su questo altrimenti Giovanni ci tiene una settimana legati ad una sedia e ci spiega un po' tutto. Il discorso non è politico , per quello che può essere in città, ma sociale ed anche su questo c'è poco da dire: quello è. Senza entrare nel merito il carattere dei materani è diverso da quello degli altamurani e le due città sono diverse e non aggiungo altro. Pio

    RispondiElimina
  10. Cerco di chiarire ulteriormente. In gioco non c'e' una presunta lesa "Materanita'". Ben venga il riconoscimento ad Altamura per gli eventi del 1799. Meglio, a quegli altamurani che sembra siano stati tanti e forse in maggioranza che difesero cosi' eroicamente i valori di liberta' illuministici. Anche Matera ne ebbe ma purtroppo finirono in minoranza. In gioco sono i valori in se! Se essi siano stati espressi a Matera o ad Altamura non conta un fico secco. Quello che conta e' quanto e quali degli episodi della storia passata e' ancora valido difendere perche' ancora hanno un'influenza nel presente e ancor piu' ne possono avere per il futuro. Gli episodi accaduti il XXI Settembre '43 a Matera valgono sicuramente per Matera ma sono universali come lo sono i valori espressi dai morti di Stalingrado contro il nazismo. Per fare un esempio! Almeno per coloro che credono in quei valori! Tanto per evitare equivoci altrettanto si puo' dire dei morti della primavera di Praga e della caduta del muro di Berlino. E che dire del ragazzo cinese che ferma i carrarmati in piazza Tienanmen? E' vero che gli episodi materani ci toccano pu' da vicino. Essi aiutano di sicuro a formare una coscienza collettiva cittadina, se li si valorizza. Per me sono intoccabili!!

    Donato Lamacchia

    RispondiElimina