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venerdì 24 luglio 2015

la spiritualità delle banconote


Questa non la sapevo, non mi stupisce, ma non la sapevo: la Santa sede VENDE i biglietti aerei.
Ai giornalisti che vogliono salire sull'aereo del Papa per accompagnarlo nei suoi viaggi per meglio rendicontare al mondo le sue gesta... gli fanno pagare il biglietto! E non credo che il biglietto sia proprio low cost.
Ma non dovrebbe essere il Vaticano, invece, a pagare come fanno tutti per comprare tutta questa visibilità?
Quelli dei telefonini e quelli dei tortellini, quelli dei deodoranti e quelli dei purganti, per divulgare il verbo ai fedeli consumatori, li pagano loro giornali e TV perché gli trasmettano gli spotti, come diavolo è che invece questi santuomini si fan pagare loro per la pubblicità?
E come diavolo succede poi che quelli, in effetti, glieli danno i soldi anziché chiederglieli.
Facciamocene una ragione: una delle cose che più gradisce la santa sede è la spiritualità che emanano le banconote, i bonifici, le Visa Gold e si pigliano pure gli spiccioli, che van bene pure quelli.
Fanno pagare un caro biglietto ai giornalisti ma lasciano a terra il giornalista della Repubblica. Ma come?! Quello voleva pagarlo, il biglietto, perché lo lasciano a terra? Incomprensibile: il Vaticano rinuncia a tanta pubblicità e per giunta dalle colonne di una testata laica: che sarà mai accaduto? L'Espresso gli ha sinanche pubblicato on line il testo integrale dell'enciclica Laudato si'.

Ed è proprio qui il problema, lo sgarro, il fallo imperdonabile: l'Espresso sul suo sito on line, quella enciclica l'ha pubblicata  - GRATIS - mentre invece la santa sede e le sue strutture, quel testo lo hanno messo in vendita nelle edicole a un prezzo fra 10 e i 30 €uri, con un investimento importante dal quale forse si aspettavano rotondi dividendi e margini indulgenti. Questa distribuzione gratuita gli ha guastato il bisiniss, gli ha fatto perdere un sacco di soldi. Diamine!

Suggerirei all'Espresso e a Repubblica di risparmiarseli i soldi dei prossimi viaggi Papuali in Papuasia e, anche, magari, di tornare al tempo dell'inizio quando non c'erano pagine vaticane su quelle testate, l'opinione pubblica non andrà in sofferenza per questo, visto che quelle sensazionali informative già OSSESSIVAMENTE infestano i mass media ogni momento e, come si diceva una volta, in ogni luogo.