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sabato 3 marzo 2012

faccetta nera

Ho trovato per caso in internet un sito che “scarica” (verbo idraulico di certo acconcio alla funzione e al contenuto) suonerie per telefoni cellulari.

I manifestanti G8 di Genova, nell’estate del 2001, umiliati e malmenati nella Scuola Diaz, raccontavano che, a mo' di insulto, gli veniva fatta ascoltare "Faccetta Nera" dalla suoneria dei telefonini. E mi chiedevo se fosse poi vero, o non si trattasse di immaginazione. Chi diavolo vuoi che si possa prendere la briga di comporre alla tastierina del telefono canzoni di quel tipo? - mi dicevo. Solo i ragazzini si occupano di questi ameni passatempo, pensavo. Né, credevo, ditte come le produttrici di telefoni portatili - tutte NON italiane -  potrebbero mai sognarsi di dotare gli apparecchietti di melodie (mi si passi l'azzardo) di quella fatta, così specificamente datate e significative solo per qualche nostalgico italiota. Se lo saranno inventato, opinai all’epoca.

E invece mi sbagliavo, forse perché non gioco molto con certe slot machine dette telefonini: ci sono ditte  italiane  che forniscono suonerie aggiuntive per "personalizzare" il cellulare.
  
Il sito che mi è capitato di aprire, per l’appunto, vende suonerie di ogni genere e origine, dal disco per l'estate 1967, al prossimo sanremo, oltre immagini dette "loghi" ispirate alla più bieca e ostentata volgarità del Mascalzone Latino.
Quello che colpisce è che, sebbene intitolato ai PinkFloyd, sebbene contenga tutto lo scibile canoro degli ultimi 50 anni, adotti come elemento di richiamo nel sintetico spot del motore di ricerca, la segnalazione della presenza di “faccetta nera”, ancor prima della trita offerta di  SEX..
Questo può voler dire che ci sia, da parte del produttore, il tentativo di imporre subdolamente simboli culturali vieti e desueti? Oppure che questi simboli culturali (chiedo venia per l’ulteriore azzardo) siano tutt’altro che desueti e vieti, bensì ricercati e ambiti. 
E la malinconia prende il sopravvento