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sabato 4 agosto 2012

aiuto aiuto. Polizia !

, aiuto











Terzo Cavone. La rabbia delle famiglie.

Sulla spiaggia di Scanzano una mamma chiama la polizia perché due bagnanti sono nudi e racconta ai giornali:
Coppia nudista a Terzo Cavone.
La rabbia delle famiglie“Sono arrivata intorno le 8.45 e ci siamo posizionati sulla destra dell'unico lido attrezzato presente sull'arenile e dopo un po' - vicino a me c'erano anche altre tre o quattro famiglie tutte con bambini - ci siamo accorti che i due in questione quando si sono alzati per andare in mare, erano completamente nudi. A quel punto ho deciso, a dir poco disgustata, consultandomi con gli altri di chiamare la polizia. Erano le 9.35 e poco dopo gli agenti sono giunti in spiaggia dalla pineta, in modo da cogliere la coppia in flagranza di reato”    (atti osceni in luogo pubblico, ndr).

Le timorate famiglie lucane si scandalizzano se vedono una donna e un uomo nudi sulla spiaggia.    
Ma ci sono i bambini !!!
Par di sentirla strillare la mammetta disgustata che diventa tutta rossa e chiama la polizia.
Quelle stesse mammette che i bambini li lasciano davanti alla TV a guardare culi a volontà in ogni programma e in ogni spot pubblicitario, quelle stesse mammette che in presenza dei figli curano la propria “educazione sentimentale” seguendo assidue i programmi della Defilippi, dove si straparla di sesso da mane a sera, quelle stesse mammette che non trovano disgustoso che per pubblicizzare un prodotto su tutti i canali ci sia un riccio che mima le spinte dell’accoppiamento su una spugna, e che in ogni film o fiction “per famiglie” ci siamo esplicite scene erotiche, be’, quelle stesse mammette si turbano se vedono un innocuo culo sulla spiaggia.
Come mai, nella mente (si fa per dire) della mammetta, un culo sculettante di missitalia in TV non corrompe il bambino, il culo dei familiari visto in casa non turba il bambino, mentre un culo visto sulla spiaggia può arrecare danni irreversibili all’impianto etico dell’infanzia?
E quando lascia per casa quelle riviste di gossip zeppe di foto di attori e cantanti senza mutande sui loro panfili, non si preoccupa che i bambini possano turbarsi?
Ma cosa insegnano queste mammette ai loro figli? Gli insegnano la malizia e l’ipocrisia.
E poi, la mammetta ci va apposta alla spiaggia, come milioni di persone, per denudarsi e prendere il sole: non trova fastidioso il costume da bagno?
Non sarebbe più libera completamente nuda? Certo che sarebbe più libera e le piacerebbe avere l’abbronzatura integrale senza quelle brutte zone bianche. Ma non si può. Le piacerebbe ma non si può. Se fosse sola, come a casa sua, certamente starebbe nuda. Ma sulla spiaggia ci sono gli altri e quindi, purtroppo non si può. Gli altri si scandalizzerebbero e chiamerebbero la polizia. Sono “gli altri” che ti impediscono, di stare liberamente nuda sulla spiaggia a prendere il sole perché fanno cattivi pensieri alla semplice vista di un corpo umano
Cara mammetta, come vedi, “gli altri”, sei tu; chi fa cattivi pensieri alla vista di un culo in spiaggia, sei tu.
L’ipocrisia è sovrana.
E la polizia poi, interrompe le indagini sui misteriosi incendi nelle fattorie della zona e si precipita sul luogo del delitto... a combattere il male.
Atti osceni, è il reato. Atto, vuol, dire azione tesa a turbare, come ad esempio la spallina che deliberatamente mostra e nasconde mostra e nasconde, azione è l’indossare i tacchi a spillo che alzano i didietro col tanga a esplicito scopo seduttivo. I bambini vedono anche quello. E capiscono. Azione è mettersi il rossetto e il reggipetto che alza ed evidenzia le mammelle per suggerire senza mostrare, compiacendosi.
Un culo nudo sulla spiaggia è innocenza. Un tanga è malizia.
Spero che i giudici che valuteranno il caso abbiano migliori letture della mammetta e sappiano distinguere l’atto osceno da un semplice nudo, rammentando che nudi si nasce ed è natura, mentre la malizia sta nell’artificio, nel tanga, nella seduzione studiata a lungo dai sacri testi dei giornali da parrucchiera e che verso questa malizia che spesso è a fini di lucro, si è fin troppo indulgenti.