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sabato 18 agosto 2012

L'inverno del nostro scontento


"Quando un problema diventa eccessivo, gli uomini hanno la difesa di non pensarci. Ma quello va dentro e si mescola con un mucchio di altre cose che già c’erano, e quel che viene fuori è scontento e disagio, colpa e impulso a prendere qualcosa, qualsiasi cosa, prima che tutto sia sparito. Forse gli psicoanalisti non trattano i complessi, ma semmai quelle testate atomiche che possono un giorno diventar nubi a forma di fungo. Pare a me che tutti quelli che vedo siano nervosi e inquieti e un po’ volgari e festosamente pazzi come chi si ubriaca la vigilia di capodanno. (…) Un altro volo di reattori esplose traverso il suono. C’è voluto un mezzo milione di anni per abituarsi al fuoco e meno di quindici per costruire una teoria su questa forza così stranamente più feroce del fuoco. Se le leggi del pensiero sono le leggi delle cose, può la fissione accadere nell’anima? È questo che sta succedendo a me, a noi?"
(John Steinbeck – L'inverno del nostro scontento – 1961)

ora l'inverno del nostro scontento
è reso estate gloriosa da questo sole di York,
e tutte le nuvole che incombevano minacciose
sulla nostra casa sono sepolte nel petto profondo
dell'oceano..
(W/Shakespeare - Riccardo III)
(