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domenica 1 marzo 2015

primarie

L'impressione che ne ho, ma potrei sbagliarmi, è che le primarie non servano a lasciar esprimere il parere del "popolo" nella designazione del candidato, ma siano piuttosto uno degli strumenti che scalpitanti contendenti utilizzano per riuscire a prevalere su avversari interni al medesimo partito.

Se prendiamo per buona questa ipotesi, ne potrebbe conseguire che si possa verificare un anomalo afflusso alle urne di estranei o di appartenenti allo schieramento opposto, accorsi a votare per affossare il più forte dei contendenti, laddove non gradito, oppure perché "invitati" dal meno forte dei candidati alle primarie, interessato ad assicurarsi quei consensi che fra i simpatizzanti del partito non avrebbe e pronto a dargli, chessò, 10 euro a testa.

In questo caso bisognerebbe anche ipotizzare che a coloro che si rendono così utili possano venire offerte e promesse adeguate contropartite, la qual cosa non può che avere come risultato la “diluizione” del programma politico sottoposto agli elettori, il quale risulterebbe inquinato nella sua essenza “alternativa” dalla presenza di provvedimenti che, per esser graditi a chi ha collaborato, poco han a che fare con la politica dello schieramento di appartenenza.

Ma tutto ciò è una mia fantasia che, naturalmente, non potrebbe mai realizzarsi: già nel passato se mai alle primarie si fossero presentati a votare noti simpatizzanti dello schieramento opposto, cinesi o rumeni che nulla sanno della politica italiana, ovviamente i vertici, gli scrutatori, i militanti di quel partito se ne sarebbero certo accorti e avrebbero posto riparo. Ovvio.

Per cui la mia rimane una fantasia, un’ipotesi, un’esercitazione logica: null’altro.