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domenica 6 ottobre 2013

papa francesco sui divorziati e gli omosessuali

Su omosessualità e divorzio conosco la dottrina, ma è sbagliato imporla con insistenza
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Eh, no,
reverendissima maestà, questa è una soluzione all'italiana, anzi berlusconiana. Una simile l'abbiamo sentita per anni da Berlusconi a proposito delle tasse: le tasse sono dovute (dottrina) ma se non le pago non è un gran male e lo Stato sbaglia se le impone con insistenza; e chiudeva la partita infine con un bel condono tombale: paga una minima parte e sei assolto per sempre.
Un lavacro generale cioè, come dite voi, un giubileo, con la remissione totale di ogni peccato, a condizione che il fedele adempia a certe opere di pietà che per lo più consistono nella dazione di denari al clero o a enti da esso controllati.  Il peccato oblato con una multa: la famosa “componenda” .
E per fortuna che la chiesa -  come ha detto lei l’altro giorno?  - la chiesa è convinta che dalla idolatria del denaro nascono tutti i mali della società: si figuri se – diononvoglia - il clero fosse attaccato alle ricchezze, che cosa accadrebbe mai.

Ma torniamo ai divorziati.
Reverendissimo monarca dello Stato Pontificio,  lei ci insegna che la dottrina è dottrina,  e se essa è dottrinale parola di dio, va osservata senza remissioni, altrimenti che dottrina è?  Se diviene opinabile, non è più dottrina,  è relativismo e questo, se non ho mal capito, voi non lo ammettete.
La dottrina è dottrina e va applicata, e ogni fedele ci si deve attenere, se è davvero un fedele e un credente; se non vi si attiene, il fedele farebbe bene a uscire da una comunità della quale non condivide la dottrina mentre la chiesa, da parte sua, fa bene a espellerli,  quei fedeli che non si adeguano alla dottrina.

Non si può salvare capra e cavoli, come piace molto a certi italiani presso i quali, appunto, ella riscuote, perciò, tanto successo. La dottrina è dottrina, non si scappa: se invece, in cerca di consensi, si dice che è sbagliato insistere, si dice implicitamente che la dottrina è come dire... debole? non proprio giusta? un pochettino eccessiva? insomma: sbagliata.
Ma lei, Sire, ci pensa a quante sofferenze morali questa dottrina su cui ora dice che non bisogna insistere ha inflitto ai credenti che hanno visto rompersi il proprio matrimonio e perciò sono stati espulsi dai sacramenti ed esclusi dalla comunità cristiana? O a quei credenti che amano persone dello stesso sesso? Ci pensa a quanto dolore questa dottrina arcigna, ha inferto a gente che, in pace con la propria coscienza, come dice lei, in realtà non ha fatto nulla di male?

Chi li risarcirà mai? Ah, già, dimenticavo: vita di sofferenza, dopo la morte ci sta il premio. 
Ma, a proposito, nell’aldilà come la pensano? Pensano anche lì, come dice lei che non bisogna insistere oppure pensano come altri papi e vescovi che non c’è perdono per questi mortali peccati? 

E insomma, i divorziati e gli omosessuali possono contare sul paradiso o saranno, per la loro condotta, anzi per le loro inclinazioni (basta il pensiero impuro per essere nel male) dannati per sempre?
Lo vorremmo sapere: sa, per regolarci.

E a quei divorziati che, morti sino allo scorso anno sono andati dritti all’inferno, dopo le sue aperture, che succederà? Usciranno dall’inferno e verranno chiamati in paradiso? O invece i divorziati e gli omosessuali morti prima del suo arrivo resteranno all’inferno, mentre quelli che moriranno da oggi in poi, saranno giudicati con maggiore indulgenza?

E poi: siamo sicuri che il giudice finale la pensi come lei o non la pensi invece come il Sant’Uffizio dei bei vecchi tempi quando dopo mostruose torture i peccatori li mettevate ancora vivi sul fuoco istituendo in terra l’inferno delle fiamme e delle sevizie?

Lei che è il sovrano pro-tempore del Sacro Romano Impero d’Oriente, sia gentile: ci faccia capire.

                                                                                                                                                     (w/cody)*