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venerdì 13 maggio 2016

il miracolo al posto del pensiero


Le moltitudini bramano protezione e si dispongono ad acclamare l’uomo, il solo, quegli, colui che risolva tutti i problemi e offra speranza e futuro, grazia e benessere, prosperità e salute. Lo attendono.
  
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COMMENTO di Franco Martina:
Parole sante ma la religione é oppio dei popoli e sì, ci sono paternalismo, opportunismo e clientelismo finiamo nei matteismi.
Firmate con un secco No al riformismo per un Senato di nominati. Scegliamo un fiume... 
L'Arno, il Tevere e il Basento e buttiamoceli dentro. 
La democrazia ringrazierà. 
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(w/cody)*
Senza dubbio il referendum è uno strumento.
Quello che non si vede, però, è il sentire democratico diffuso, la partecipazione del popolo italiano alle sorti della democrazia che, a tratti invece, sembra aver scocciato i cittadini: nella confusione qualunquista dell’antipolitica la affluenza alle urne è crollata e al contempo nessuno più partecipa alla vita dei partiti se non quale viatico e percorso per benefici, chiavi ed entrature.
Forse sin dall'inizio della esperienza repubblicana che partì in Italia dopo la guerra,  gli Italiani covavano nel DNA un distaccato scetticismo nei confronti della democrazia, ma la classe dominante, decennio dopo decennio, non ha saputo o non ha voluto diffondere nella popolazione il senso profondo della partecipazione e della democrazia lasciando che lobby e clientele continuassero a gestire il potere in continuazione col potere fascista. Durante il ventennio mussoliniano, chi non aveva la "tessera", non aveva molte strade. Oggi non ci sta il partito unico, certo, c’è una maggiore offerta di appartenenza a partiti o a logge o a “famiglie” e gruppi di varia natura,  ma la logica, nei fatti e nel comune sentire dei sudditi, non sembra molto diversa.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un paese stremato, bloccato, che non trova più la forza di innovare e di svoltare nella sua storia e che esporta i suoi giovani migliori che, qui, non hanno strada né futuro.  

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