visitatori

giovedì 2 ottobre 2014

il mistero della civiltà impiegatizia del '900 Rupestre

I posteri da un po' di secoli hanno preso la strana abitudine di mettersi a scavare per ritrovare gli oggetti abbandonati dai progenitori; i quali, avendolo saputo, lasciano in giro apposta i loro oggetti così un domani i posteri li possano facilmente ritrovare e compiaciuti della scoperta, pontificare per decenni sulle presunte abitudini degli antenati. 

Così i posteri sono divenuti i destinatari di molte delle opere dell'umano ingegno: quando qualcuno si ficca in testa di passare alla storia, sta pensando ai posteri che un domani remoto possano, ammirando la sua opera, aver memoria della sua esistenza e della sua eccezionale e imperitura immagine. 


Ma anche quando non c'è particolare propensione ad essere ricordati, anche quando in verità si tenta di non lasciare troppe tracce, risulta quasi inevitabile che nel futuro qualcuno possa repertare oggetti e manufatti la cui trasmissione ai posteri era, come dire, preterintenzionale.


E sarà così che fra qualche secolo i posteri, scavando nei rinnovati ipo-ipogei del materano potranno un dì ritrovare, nel giubilo dei futuri conservatori, le vestigia di una negletta civiltà del '900 Rupestre: la civiltà impiegatizia che sostituì, fra le rupi murgiane, la civiltà pastor-contadina che la aveva preceduta. 


I reperti saranno grattati con levità dal tufo che nei secoli li avrà incastonati e saranno poi esposti in un apposito museo aperto ai turisti tutti i giorni compresi festivi e i visitatori potranno ammirare gli strumenti d'opera di questa antica e specifica civiltà impiegatizia: 

  • una primordiale penna quasi funzionante
  • una mezza manica un po' lisa 
  • un cappuccino fossile certificato 
  • un atto notorio incartapecorito 
  • un prezioso cartello vergato a mano dove si riesce ancora a leggere "torno subito"
  • un avviso dalla grana cartacea resa friabile dall'età sul quale, con pennarello indelebile qualcuno aveva scritto: "il pubblico si riceve martedi e del giovedi dalle ore 9 alle 10"
  • i resti ossificati di una tangente 
  • una risma semiusata di carta copiativa per verbali stradali redatti dagli amanuensi
  • due preziosissimi timbri, uno rotondo e uno orizzontale per l'apposizione dei quali su certi formulari i cittadini dovevano versare somme ingenti di denaro  
  • un tampone inchiostrato per timbri tondi
  • un bagnadita per facilitare i conteggi di fogli di carta 
  • un dattilo zoppo 
  • una macchina per scrivere olivetti 98 semifunzionante
  • una vagonata di telefoni di ogni foggia
  • uno schedario a cassetti retrattili con dentro i resti fossili di un panino.
E scavando ancora i posteri potranno aprire ai visitatori i polverosi ambienti che ospitavano i reperti, ampi locali detti "ufficidagli strani nomi intraducibili che per i posteri, impenetrabilmente, continueranno a costituire "il mistero della civiltà impiegatizia del '900 Rupestre".

.

3 commenti:

  1. davvero una bella riflessione

    RispondiElimina
  2. …all’elenco manca l’ira creativa o la pazienza rassegnata del cittadino in fila..

    Una prece e un graffito inciso sulla fronte impiegatizia… “Sopportò fino all’ultimo timbro’’..
    (francomartina)

    RispondiElimina
  3. ...manca la calcolatrice....dov'è la calcolatrice?..non è stata ritrovata?...cercatela...cosa sarebbe un museo....senza una calcolatrice rotolomunita....(Vito B.)

    RispondiElimina