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sabato 5 aprile 2014

economia di mercato

Era radicata la convinzione in tutti noi, nel secolo scorso e a partire forse dal positivismo ottocentesco, che le sorti fossero magnifiche e progresssive. Eravamo convinti cioè, che tempo e progresso viaggiassero di pari passo così che il presente fosse sempre più di ieri meno di domani, come la pubblicità dei sassi brillanti. Si trovava conferma all'assunto, nell'osservazione che con il passare dei millenni, l'umanità abbia migliorato - indiscutibilmente in occidente - le proprie condizioni di vita, abbia conquistato il pianeta e lo spazio, sconfitto molte malattie, eccetera eccetera. Leopardi non ne era persuaso, ma quella convinzione si è stratificata in tutti noi, specie nel secolo delle tecnologie.
Ma occorre cominciare a comprendere che non sempre quel che viene dopo è migliore di quel che c'era prima. Vedremo Renzi se davvero sarà migliore e poi tanto diverso da Berlusconi, anche se in molte cose non potrà emularne le gesta per via della differente età anagrafica e non possedendo aziende televisive. Voglio dire che Renzi potrà certamente fare danni al Paese e alla democrazia, ma il danno che ha fatto Berlusconi imponendo all'Italia il digitale terrestre, forse sarà irripetibile.
E adesso: via con la geremiade.
Ma stavamo così bene con l'analogico, le immagini erano già chiare e nitide, non si vede nessuna differenza nella qualità dell'immagine, lo spot della carta igienica si percepiva forte e chiaro pure prima, non è che ora a quello spot vi abbiano aggiunto - chessò - gli odori, no: è uguale a prima; e allora perché cambiare?
La vecchia TV, se c'erano diluvi e temporali si vedeva bene lo stesso, col DT invece, basta un po' di maltempo che l'immagine si sfarina, si scompone fino a sparire del tutto: si perde il segnale. Allora quale diavolo è stato il vantaggio per noi di installare il DT ? Abbiamo dovuto comprare il decoder, ci tocca un altro telecomando per far funzionare il TV, a volte abbiamo dovuto cambiare proprio il televisore, se questo era senza presa scart, buttando via il vecchio anche se - a dispetto delle cattive produzioni fatte apposta - funzionava ancora benissimo; in altri casi abbiamo dovuto cambiare anche l'antenna, con somma gioia di chi vende le antenne, i televisori, i decoder e i telecomandi, ma il servizio è invece peggiorato. E allora perché ce l'hanno cambiato, se andava meglio prima?

E come se non bastasse, mandano in pensione Windows XP. ma che ha fatto di male? Funziona benissimo, i comandi sono netti e intuitivi, la grafica nitida e funzionale. E dopo che ci hai messo anni per imparare che quel dato comando sta in alto a sinistra, da domani si cambia e quello stesso comando te lo devi andare a cercare in una grafica confusa, fra le folders piegate che annebbiano la vista, la barra degli strumenti tutta pasticciata e la funzione "cerca" che ci vuole la funzione "cerca" per trovarla (se c'è).
Ma stavamo così bene, perché ci devono sempre complicare la vita? Ora ci tocca andare dal tecnico, farci disinstallare il caro WXP e comprare la nuova versione spendendo un sacco di soldi.
Hei, un momento, forse ho capito: è proprio questo il motivo per cui ci impongono i cambiamenti, lo fanno per farci spendere soldi, facendoli cambiar di tasca.
Prima non era così, ma occorre cominciare a comprendere che non sempre quel che viene dopo è migliore di quel che c'era prima e le ragioni dei cambiamenti non sono nobili.
Una società che affida al "mercato" le proprie sorti, non può che subirne le conseguenze. Economia di mercato, vuol dire che comandano i mercanti, che le nazioni subiscono la dittatura dei produttori e dei commercianti i quali, per definizione, non pensano al bene della collettività ma - solamente - al proprio profitto. Per questo va detto che le ragioni di questi cambiamenti non sono nobili e occorre riflettere sulla pesante crisi che la economia di mercato ci sta infliggendo per arricchire poche centinaia di persone.