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giovedì 16 luglio 2015

disciplina




Nella calura estiva i nipotini soffrono chiusi in casa. Si annoiano. Stravaccati sul divano sgambettano per un po’ poi sonnecchiano, sbadigliano, si stiracchiano. Hanno energie da spendere e tempo da ammazzare. Il minore dei due, ricavandole dai fogli dell’Espresso, ha preso a lanciare delle palle di carta nel portaombrelli poco lontano. Il maggiore ha estratto uno degli ombrellini da borsa e a ogni lancio di palla-carta tenta di intercettarne la traiettoria respingendola verso di me. Dopo la terza palla carta deviata sul mio naso, mi sono armato di ombrelletto da sole e ho preso a controbattere la palla carta spedendola al volo nel portaombrelli, anche per non doverne poi raccogliere troppe sparse per casa.
Via via che i lanci si ripetono diventiamo più abili e le palle seminate in terra diminuiscono in favore di quelle a segno nel portaombrelli.

  • -          Siamo diventati bravissimi – strilla il nipotino.
  • -          Abbiamo inventato uno sport – grida l’altro.
  • -          Insegnamolo agli amici e ci organizziamo i campionati condominiali.
  • -          E poi di quartiere!
  • -          E rionali …
  • -          E campionati a eliminatoria di città …
  • -          E poi le regionali e infine le olimpiadi!
  • -          Ma è un gioco cretino – li fredda mio cognato che pratica assiduamente lo sport del pisolino.
  • -          Perché il tennis, invece?
  • -          Già, io tiro a te e tu tiri a me.
  • -          E la palla nel cesto?
  • -          Ma quello è il basket!
  • -          Ah, ecco …
  • -          E tutte le varianti del “facciamo a chi arriva prima”?
  • -          Ho trovato!
  • -          Cosa.
  • -          Se lo chiamiamo “disciplina”, assume altra dignità
  • -          Sssssssssììììììììììììììììì
  • -     disciplina !
  • -     disciplina !!
  • -          La disciplina del …
  • -          Eh ... la disciplina della palla a ...
  • -          eeeehhmm ... della palla-ombrello!
  • -          Della palla carta !
  • -          No, non in italiano, non suona ...
  • -          Occhei, allora: umbrella-ball
  • -          È brutto
  • -          Umbre-ball
  • -          Sssssssssìììììììììììììììì


Verso sera ho trovato il piccolino tornato dal mare che si cavava palline dal naso e le lanciava verso la tazza del caffellatte.
  • -          Che fai? – gli ho domandato imperioso e schifato.
  • -          È una disciplina nuova, zio, lasciami allenare.