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sabato 9 aprile 2016

vino o petrolio?


Sono arrivati in motoretta, uno è rimasto seduto a dar di polso sulla manopola del gas per non far spegnere il motore e l’altro è sceso di sella, ha estratto la bomboletta e si è espresso, ha deposto là sul muro il suo pensiero più profondo. 
Poi ha riposto lo spray, ha dato un sorso al bottiglione che l’altro gli porgeva, si è rimesso in sella cavalcioni - la schiena indietro - e come con gli speroni ha dato il segnale di ripartenza al pilota che di carpo e ulna ha pompato tanto petrolio nel pistone, tanta miscela di olio e benzina che una nube bianca e puzzolente si è espansa come polistirolo denso nell’aria di via Matteotti e ci è voluto un quarto d’ora per tornare a respirare.

Va detto, quel pensiero affidato alla innocente parete lo si condivide in pieno: se il vino anziché berlo Essi lo mettessero nella motoretta al posto del petrolio, staremmo tutti meglio. 
Anche loro. 
E se le loro mamme, distogliendosi per un po' da "uomini e donne" ci parlassero ogni tanto coi figli, e i loro padri si occupassero di loro qualche minuto al giorno invece di dargli moto e soldini, forse tutti staremmo meglio.
Tutti, anche le innocenti pareti.
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Donato Lamacchia Perché non entrambi? Anzi perché non fare in modo che l'uno aiuti l'altro? Chi vede contrapposizioni è perché non è capace di vedere o non vuole vedere... Buone bevute!

..A proposito un tempo anche tu non eri per "+ Case - Chiese"...? Si vede che c'è stata una evoluzione "simbolica-idolatrica" che mi son perso. Son rimasto, aimè a quella "garantiti-non garantiti". Evidentemente in contrapposizione con le idee nuoviste sull'essere di sinistra. Deve essere molto "vecchio" essere rimasti alla difesa del posto di lavoro specie quando non è il proprio ad essere a rischio. Più bello fare gli ecologisti...specie a spese del posto altrui. Non ce l'ho con nessuno in particolare non con te. Ma mi diventa insopportabile vedere che il sindacato, il "mio" sindacato manifestare oggi, come a Potenza per lo sviluppo e per il lavoro e poi combatte Il "petrolio", le "trivelle". Ma non è che era meglio Emilio Colombo...?
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Resto fedele al "+scuole e meno chiese"; i partigiani del +case hanno già dato ampia prova di scempio del territorio. E' evidente che ci sono stati dei cambiamenti; il capitale oggi usa il deterrente occupazionale per salvaguardare i propri ampi profitti. Sistematicamente le grandi aziende risparmiano (quando non barano) sulla sicurezza e sull'ambiente, Se vengono beccate e hanno da ridurre i propri guadagni, (non rimetterci) ridurre solamente i larghi margini di guadagno, ecco che minacciano di licenziare e, spesso, sono i lavoratori che scendono in piazza, - apparentemente per difendere il proprio posto di lavoro - a tutela del lucro padronale. E' la logica del capitale - il massimo profitto al minor costo - che nessuno più vuol mettere in discussione, Pensa ai rifiuti: non sarebbe più semplice abolire l'80% degli imballi dei prodotti, fra plastica e cartone, anziché impazzire tutti per cercare dove smaltirli dopo l'acquisto? E non sarebbe doveroso tornare al vetro vuoto a RENDERE? Invece non si può sennò le aziende produttrici guadagnano meno e licenziano. E alle montagne di monnezza che ormai ci sovrastano ci deve pensare lo Stato a spese dei cittadini che prima se li comprano i loro imballi e poi hanno da smaltirseli. Demenziale. Oppure pensa al terribile dilemma di Taranto fra salute e lavoro. Tutti, il sindacato, la politica, la gente, ci siamo lasciati intrappolare in questo artificio: loro a fin di lucro devastano ogni cosa e noi, per fame, dobbiamo proteggere i loro interessi sennò ci licenziano. Come si sia finiti in questo dilemma è storia da raccontare, come uscirne è storia da costruire.