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domenica 22 aprile 2012

turismo a Matera


No, sul serio, io non ho nulla contro Alberobello, è una bella città, ci ho mangiato bene una volta e mai più in un famoso ristorante dove prima di sedersi bisogna mostrare la busta paga e gli estratti catastali.
Ho avuto ristoro e freschezza
dalle cotte caligini di fiamma
dell’opprimente mezzogiorno estivo
in un trullo umbratile e schietto
ho comprato boccette d’oliosanto.
Non ho nulla contro Alberobello.
Però, l’altro giorno, qui a Matera, mentre in piazza Sampietro cercavo di raccapezzarmi su quali fossero state le fondamenta del famoso palazzo (Duni?) da qualche anno demolito, una turistessa con gli sciort mi si avvicinò e mi chiese:
     -        Scusi, buon uomo, per visitare un Sasso…? 
La lucertola sul muro di Sampietro si girò a guardarmi e indulgente chiuse e riaprì una palpebra.
-         I Sassi sono questi  -  risposi. - Lei è nel pieno centro del Sasso Caveoso. Se prosegue si addentrerà nel Sasso Barisano.
Questa volta toccò a lei e suo marito guardarsi e chiudere una palpebra per un secondo a suggerirsi a vicenda pietosa indulgenza.  Lui addirittura inclinò la testa da un lato.
-         Guardi, noi vorremmo visitare uno dei famosi Sassi di Matera - ribadì la signora grattugiando pazienza verso la mia palese ottusità.
Puntando il dito verso la Civita cominciai a dire che la stratificazione delle abitazioni che vedevano era…
L’uomo, deciso, prese la moglie per un braccio e disse:
-         Grazie lo stesso, chiederemo più avanti:  ieri siamo stati ad Alberobello e li almeno lo sapevano che cosa è un Trullo. Qui, invece…
E’ vero, i turisti di passaggio cercano rassicuranti omologazioni:  la Torre di Pisa, il Trullo di Alberobello e quindi il Sasso di Matera, così al ritorno dalle ferie quando  la collega implacabile dice sai, sono stata alle Maldive quest’estate -  un sogno! -  la signora, dismessi gli sciort, glielo può dire che lei invece ha visitato un Sasso di Matera, un soooogno, lo dice anche Amadeus, uomo di cultura profonda.  In realtà la signora cercava un Sasso di Matera con la lampadina dentro da mettere sul comò accanto alla Gondola luminescente vicino al Colosseo con la neve da agitare. 

È vero, i turisti sono un po’ così. Ma è anche vero che nei Sassi, come funghi, anzi come Trulli, spuntano le botteghine che vendono gli stessi ricordini di Cesenatico, dell’Isola d’Elba, di Venezia, di Ischia e di san Giovanni Rotondo: l’anforetta ricordo di Matera il braccialetto col nome in cuoio, la terracotta con le età della donna e i vizi dell’uomo …chi vo male a chesta casa…  il padrepio con le conchiglie, il tufino scavatello d’arte contadina, il grattaschiena con la manina e il calzascarpe dall’opposto manico e via paccottigliando.
Rassicuranti omologazioni? Non sarà che anche questo proliferare di bottegucce d’autostrada può trarre in inganno i turisti?
O meglio, attrarre certo tipo di turisti?
Ma ci piace davvero la alberobellizzazione di Matera?
Io non ho nulla contro Alberobello: anzi, mi piace.
Ma non si era parlato di turismo culturale?

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