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domenica 19 ottobre 2014

la guerra


Entrano nel mito i guerrieri, i portatori sani di pugnale e pistola o di cappa e spada. Mitici sono gli eroi, quelli che si mostrano valorosi nell'uccidere il nemico. Mitici gli assassini e mitici gli eroi. Mostri o salvatori? Dipende da che parte stanno. 

In guerra il nemico schiera eserciti brutali armati di tutto punto, file di addestrati assassini pronti a uccidere i nostri con ferocia, determinati a farci del male e noi che combattiamo il male dobbiamo esser pronti a far del male, se vogliamo impedire al male di farci del male.

Dicono: per combattere nemici spietati non servono delicati poeti ma uomini d’arma e di polso, gente che non si spaventa delle esplosioni che non si tira indietro se c’è da massacrare torturare falciare sparare accoltellare scannare bruciare ferire scorticare impiccare sgozzare ammazzare altra gente. Per non soccombere, occorre schierare gli stessi spietati assassini che schiera il campo avverso, perché la lotta si concluderà a favore di chi farà più male all’altro.

Quelli dall’altra parte sono nemici feroci; invece i nostri, i brutali assassini che stanno dalla nostra parte, li chiamiamo eroi.
Le mamme dei ragazzi che corrono armati nel campo avverso e ci sparano addosso, dicono invece che i nostri soldati sono feroci uccisori, bestie assetate di sangue.

Ma non è vero, i nostri ragazzi sono umani e generosi perché noi abbiamo ragione, noi siamo i buoni. È vero che li massacriamo mani e piedi come noi li rimettiamo ai nostri debitori, ma noi lo facciamo per bontà.

I loro soldati sono criminali di guerra. I nostri, fulgidi eroi.

Ma di smetterla, non se ne parla.
Qui in Europa abbiamo la storica fortuna di non avere guerre dirette da 70 anni. Guerre con armi ed eserciti, almeno. Durerà?