visitatori

mercoledì 12 novembre 2014

220 milioni alle scuole cattoliche - spreco del denaro pubblico:

Alla Chiesa gli Italiani già versano l'otto per mille, buona parte del quale viene utilizzato non per opere di misericordia ma per l'immane patrimonio immobiliare della Chiesa che è pari a circa il 22% di quello nazionale. In Italia, una casa su cinque è di proprietà della Chiesa e questi immobili non vengono certo usati per dare un tetto ai poveri, né agli sfollati, né ai terremotati, né ai diseredati, come van predicando ogni momento i rappresentanti del clero, riempiendosi la bocca della parola “cariità”: Gli immobili della Chiesa, esentati dalle imposte, sono invece posti a fruttare altro denaro: molti sono locati a prezzo di mercato o sono utilizzati come attività commerciali e alberghiere con tariffe di mercato e fatturati milionari, esentasse.
La parte di 8 per mille dai contribuenti destinata allo Stato, viene invece in gran parte consegnata alla Caritas, cioè sempre alla Chiesa e la parte non attribuita, quella cioè dei cittadini che hanno omesso di indicare la destinazione del proprio 8 per mille, con la ridistribuzione proporzionale, viene - assurdamente - consegnata in larga parte sempre alla stessa Chiesa. 

Le scuole cattoliche potrebbero benissimo finanziarsi con l’8x1000, che ammonta a oltre un miliardo l’anno, oppure la Chiesa potrebbe investirvi le somme esentasse riscosse in ogni parrocchia, ogni giorno, per le libere offerte dei credenti e per la somministrazione dei 
sacramenti secondo gli appositi tariffari esposti e non esposti in quei locali. Invece, che fine fanno tutti quei soldi?

La Chiesa seleziona e nomina gli insegnati di religione che poi lo Stato assume e regolarmente paga. Questi insegnanti sono circa 22.000, il livello culturale di molti di essi è men che elementare, ma a differenza dei precari plurilaureati, essi sono in ruolo, insegnano ai nostri figli e sono ben pagati e a differenza di molti nostri ricercatori e uomini di scienza, non devono emigrare per poter avere un degno lavoro e una retribuzione civile. 
Non c'è governo, dal Mussolini del '25 in poi. che non abbia messo le mani nelle tasche dei cittadini per rimpinguare quelle della Chiesa, in cambio del suo prezzolato sostegno elettorale.
Si calcola che la Chiesa complessivamente spolpa dalle nostre tasche oltre 6.000.000.000 di €uro all’anno.

Quei 220.000.000 di €uro potrebbero essere spesi per dare un po’ di sollievo alle disastrate scuole pubbliche che, già prive di tutto - dai computer, al materiale didattico, dalla cancelleria alla carta igienica - sono degradate e fatiscenti.
Investimento", vuol dire impiegare utilmente una somma di denaro in una operazione fruttifera, nell’interesse di tutti.
Dare montagne di soldi nostri alla Chiesa, invece, non porta beneficio alcuno, almeno per i cittadini: si tratta di spreco, specie ora che ai cittadini contribuenti si chiedono enormi sacrifici per sorreggere le casse dello Stato, già depredate da ogni parte.