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sabato 25 febbraio 2017

il commento di PASQUALE DORIA su ANIME FOSSILI

PASQUALE DORIA 
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IL SAPORE DELLA LIBERTA' 
DI COSTANTINO DILILLO
LE CONVERSAZIONI A DISTANZA 
E LE ANIME FOSSILI DI MATERA

La felicità può essere espressa in molti modi. Uno di questi, complice Costantino Dilillo, l'ho registrato poche ore fa. Non ricordo più da quanto ci conosciamo. Forse con Peppe Lomonaco - un tridente di compagni di merenda capaci di tutto - da un tempo lunghissimo, per quanto ci distanzia qualche anno al conteggio anagrafico. Una frequentazione spesso tacita, ma che c'è e procede anche se trascorrono mesi senza vederci o scambiarci una sola parola. Il filo del racconto - non è preceduto quasi mai da un'occasione particolare - però, si svolge. E riprende sempre da dove l'avevamo interrotto. Ma questa volta Cody - è il nome del suo alter ego - era felice. Ma di una felicità quasi nascosta, non euforica o sfacciata, eppure evidente. Con il suo solito modo di fare - ogni volta che deve annunciare una notizia che lo riguarda sembra stia per venire giù una di quelle verità che le tavole di Mosè fanno sorridere - si è accomodato non lontano da me e con calma ha pronunciato la frase fatidica: da oggi sono libero. Tradotto in breve, senza pronunciare la parola pensione, non ha più un padrone che lo controlla e al quale deve dare conto ogni giorno. Sguardo sereno anzi, di più, veicolava una inconfondibile condizione di soddisfazione che non tradiva nulla di esagerato. Ho percepito una quiete enorme, di quelle vere, che veniva da lontano, lungo un percorso durato più di quaranta anni. Spero di assaporare quel momento come lo sta vivendo lui che, invece di beccarsi gli auguri di rito, mi ha immediatamente colto in contropiede, come dicono i ben informati dei ludi pedatori. Così, quasi senza farsene accorgere, distrattamente, ha lasciato scivolare sulla scrivania una creatura editoriale fresca d'inchiostro. Felice e prodigo, mi ha regalato la pubblicazione ultima nata. Sono sempre tra i primi invitati ai battesimi di tanto onore. S'intitola "Anime Fossili - Matera l'altra". Nessuna ridondanza. Le sue cose, scritte o fotografate, spesso commentate da quelle che sembrano vere e proprie epigrafi, non inseguono alcun clamore. Si presenta così, essenziale e generoso, come sempre. Immagini a colori e in bianco e nero intense, accompagnate da parole intinte nel suo personale arcobaleno, costituiscono gli ingredienti base di una pubblicazione alla portata di tutti. Ha sicuramente presente da quanto tempo mi misuro con un argomento che prediligo, conosce le oscillazioni che mi spingono dalle forme fino ai materiali, siano essi anche solo fantastici, della civiltà urbana. Il racconto della città per me rimane sempre aperto, possibile a ogni indagine. Quella di Costantino Dilillo, fa presente intanto il suo amico Aldo Bagnoni nell'introduzione, procede per "intrecci, consonanze, rispondenze, combinazioni, il ritmo della città, il ritmo delle parole, il ritmo della luce; la scrittura del ritmo, la scrittura della luce, la scrittura della città; le parole della luce, le parole della città, le parole del ritmo". Schioccate come frecce acuminate, tutte giunte a bersaglio.
Auguri 
Costantino.
PASQUALE DORIA